30 giugno 2010

Il Rapporto Unodc rivela: in Regno Unito, Italia e Francia prospera la metà del traffico in Europa occidentale

Sulle rotte dell'oppio afghano

 

di Rossella Ruggiero

L’Afghanistan è il maggior produttore di oppiacei al mondo. Nel 2009 ha fornito l’89% della produzione totale con 6.900 megatonnellate (Mt) prodotte nonostante, secondo il World drug report 2010 delle Nazioni unite, si sia registrato un trend discendente a livello mondiale nella produzione di oppiacei dal 2007 al 2009. Secondo le previsioni dell’Afghanistan opium winter rapid assessment dell’Unodc (l’agenzia Onu per il controllo e la prevenzione del crimine e della droga), la tendenza al ribasso continuerà nel 2010 in virtù di una malattia che sta attaccando le piante e che ridurrà le rese dei raccolti, nonostante la superficie deputata resti invariata. Inoltre, giocheranno un ruolo non indifferente i sequestri da parte delle forze dell’ordine, intensificati nel 2008. Nonostante i sequestri di eroina siano aumentati a partire dal 2002, l’Unodc riscontra una crescita maggiore dei sequestri di oppio, probabilmente in ragione delle difficoltà che gli operatori dei laboratori afgani riscontrano nel reperire i precursori chimici necessari a trasformare grandi raccolti in eroina. La maggior parte delle confische di oppio avviene in territorio iracheno a opera delle forze dell’ordine locali ed è proprio l’impegno profuso da queste ultime che ha dato impulso alla lotta a queste sostanze.

Le piazze più importanti per lo smercio degli oppiacei afgani sono la Russia e l’Europa occidentale che, insieme, consumano la metà dell’eroina prodotta nel mondo. Secondo le stime ufficiali, nel 2008 sono state consumate globalmente circa 340 Mt di oppiacei. Ciò significa che per soddisfare questa domanda, tenendo conto anche dei sequestri, la produzione effettiva deve aver toccato almeno le 430 Mt. Secondo l’Unodc, con circa 380 Mt di oppio prodotti nell’anno di riferimento, l’Afghanistan ha soddisfatto la maggior parte della domanda globale. Regno Unito, Italia e Francia rappresentano da sole la metà del giro d’affari complessivo dell’Europa occidentale che costituisce il mercato più grande per l’eroina afgana. L’eroina destinata ai Paesi europei viaggia via terra attraverso la cosiddetta “rotta balcanica” transitando per Iran, Turchia e Paesi del sud est europeo, per coprire una domanda di circa 85 Mt. (Foto: produzione di oppio e flussi globali dell'eroina- medie 2002-2008)

È proprio durante il passaggio dell’eroina per questa rotta che avviene la maggior parte dei sequestri, nei quali hanno un ruolo fondamentale gli interventi delle forze dell’ordine di Iran e Turchia, responsabili di più della metà dei sequestri effettuati a livello globale nel 2008. Nello specifico, dal rapporto sulle droghe delle Nazioni unite, emerge che i sequestri effettuati in Europa nel corso del 2008 sono solo un quinto di quelli effettuati tra Iran e Turchia. Il prezzo dell’eroina, che nel 2008 era stimato a poco meno di 3 dollari per chilo in Afghanistan, aumenta nei vari passaggi della “rotta” dal sud-est asiatico all’Europa, fino a toccare gli 11,8 dollari per chilo in Turchia e attestarsi su una media di poco più di 44 dollari per chilo nei Paesi dell’Europa centro-occidentale.

Il secondo grande mercato dell’eroina afgana è costituito dall’area russa, destinataria del 25% ( 95 Mt) della produzione totale, impiegato per coprire una domanda di circa 70 Mt. I traffici in uscita e diretti a quest’area, detta anche “Northern route”, avvengono attraverso tre Paesi: Tajikistan, Uzbekistan e Turkmenistan. Gli spostamenti del materiale illecito avvengono per lo più in veicoli privati o commerciali che trasportano in genere piccole quantità; per questo motivo anche i sequestri in quest’area sono sempre di piccoli volumi. Nonostante questo si è registrata una tendenza al rialzo che è passata dalle 2,5 Mt sequestrate nel 2006 a 2,9 Mt nel 2007 per arrivare a quota 3,4 Mt nel 2008.

Anche il Pakistan rappresenta un importante mercato della distribuzione e diffusione di eroina e morfina afgane, con 150 Mt (40% del totale) commerciate nel suo territorio e concentrate soprattutto nella provincia del Balochistan. Il Pakistan non è solo un’area di consumo ma anche una rotta di passaggio verso altre destinazioni come l’Iran- che riceve circa 35 Mt deputate a spedizioni verso l’area europea -, diversi Paesi asiatici (25 Mt) e africani (20 Mt) e gli Emirati Arabi Uniti (11 Mt destinate a essere poi spedite in Cina e sud-est africano). Dal Pakistan si snodano poi diverse rotte di traffici aerei e marittimi destinati all’Europa, prevalentemente a Regno Unito e Paesi Bassi, dove annualmente transitano 5 Mt di eroina.

Delle probabili 380 Mt di eroina prodotta in Afghanistan, circa 5 Mt sono destinate al consumo locale o sequestrate dalle forze dell’ordine locali. Le rimanenti 375 Mt sono esportate verso i Paesi già menzionati. Circa un terzo dell’eroina prodotta in Afghanistan viaggia in Europa (110 Mt) mentre un quarto va nelle zone a nord della Asia centrale e nella Federazione russa. Attualmente si riscontra un forte aumento della domanda di eroina afgana dall’Asia dove a farla da padrone è la Cina che, negli ultimi anni, ha richiesto circa 15-20 Mt all’anno, a fronte delle 35 Mt trafficate in diversi Paesi meridionali e sud-est asiatici. Molto probabilmente circa 35 Mt vengono spedite in Africa mentre la restante produzione viene spartita in altri mercati asiatici, del nord America e dell’Oceania. 

Oltre all’eroina l’Afghanistan esporta annualmente circa 1.000 Mt di oppio verso i Paesi limitrofi (Iran, Pakistan, Asia Centrale) e il mercato globale che si stima possa contare su quattro milioni di consumatori, la maggior parte dei quali si trova in Asia. I due terzi dell’oppio non convertito in eroina vengono smistati in soli 5 Paesi: Repubblica Islamica dell’Iran (42%), Afghanistan (7%), Pakistan (7%), India (6%) e Federazione russa (5%).

Stando al rapporto Onu, ad eccezione del sud e centro America, non v’è angolo del mondo in cui non siano commerciati oppiacei afgani.

 

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