30 giugno 2010

SVEZIA. La pił generosa soddisfa il 90% delle promesse

Tra le dozzine di donatori dell’Afghanistan, la Svezia si distingue in termini di copertura del divario tra l’impegno e l’azione. E’ quanto risulta dal report afghano Donor financial review (Dfr) il quale sottolinea come, concretamente, la Svezia abbia soddisfatto il 90 per cento delle sue promesse di finanziamento, seguita in questo dal Regno Unito (85%) e dagli Stati Uniti (83%), mentre la Asian development bank si è posizionata all’ultimo posto, con il 60%.

Dalla lettura dei più recenti dati forniti dal governo svedese risulta che il volume della cooperazione in Afghanistan è in aumento: nel 2010 è pari a 420 milioni di corone svedesi e si prospetta un graduale incremento per il 2011-2013, arrivando a circa 500 milioni di corone svedesi all’anno.  Il governo sottolinea, sul suo sito internet, che il 25% circa di tali somme sarà utilizzato per le province del nord del Paese dove la Svezia guida il Provincial reconstruction team (Prt) all’interno dell’International security assistance force (Isaf); per l’esattezza si tratta delle zone di Mazar e Sharif (Balkh, Jowzjan, Samangan and Sar-e Pul).

Il governo svedese riporta anche, in un comunicato, i progetti ideati e ne troviamo alcuni riguardanti il periodo 2009-2013. Per la maggior parte di essi l’obiettivo della cooperazione allo sviluppo sono le persone che vivono in povertà, in particolare le donne e le ragazze, per migliorarne le condizioni nella società. Le aree prese in considerazione sono la governance e i diritti umani, l’educazione e il settore privato, sempre con particolare riguardo alle donne e alle ragazze. La Svezia si focalizzerà sulla democrazia, sui diritti umani e sulla promozione della parità di genere e il ruolo delle donne nello sviluppo.

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