Anno VI Numero 6-7
31 agosto 2010

Diritti riconosciuti dalla Repubblica e traditi dalle imposizioni della Shari’a
Movimenti di donne, studenti e lavoratori lottano per ottenere rispetto e libertà

 

 
   
 
Le società italiane attirate da un regime fiscale favorevole
Fra il 2001 e il 2007 il nostro Paese primo partner commerciale
Il Congresso Usa indaga su quanti aggirano i divieti
attraverso il Gao, Government accountability office
 
   
     
 
Come vanno le cose
nella terra degli Ayatollah
La memoria
dell'Iran
è "Made
in China"

Alcuni dati sono sufficienti per ottenere un’immagine piuttosto nitida dell’ attuale situazione della Repubblica islamica dell’Iran; dati che riguardano non soltanto lo stato di salute del Paese.

I turisti che hanno visitato di recente la città di Isfahan, considerata la culla del rinascimento iraniano, raccontano che nei bazar e nelle botteghe, dove vengono da sempre offerte ai turisti le manifatture artigianali (miniature, stoffe e rame battuto), ormai buona parte della merce esposta è “Made in Cina”.

Una rapida incursione in uno dei settori più importanti della vita quotidiana dell’Iran, quello energetico, permette di illustrare un altro aspetto drammatico della crisi. L’Iran è potenzialmente il secondo produttore di greggio nella regione del Golfo persico, dopo l’Arabia Saudita, con una capacità di oltre 4 milioni di barili al giorno; ma questo stesso Paese è costretto a importare oltre il 40 per cento del suo fabbisogno di benzina e altri prodotti del petrolio raffinato dall’estero, dalla Cina e dalla Turchia per la maggior parte. Una prima ipotesi sul futuro dell’Iran potrebbe tracciarsi intorno a un'eventuale saldatura, non tanto remota, tra la crisi strutturale e la crisi politica. In altre parole, potrebbe non essere lontano il giorno il cui la richiesta di pane, di lavoro e di condizioni più decenti di vita venga posta insieme alla richiesta di maggiore libertà.

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  Il documento approvato nel giugno 2010 dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu apre la strada a nuove e più forti misure unilaterali  
   
 

I governi Usa e Ue si irrigidiscono
mentre le aziende fanno affari

 
   
 

L’Italia non sembra essersi tirata indietro (voci di corridoio dicono che addirittura il nostro Paese sia stato coinvolto nel training ad hoc della Vevak, la polizia segreta degli ayatollah).

 
  La comunità internazionale valuta le decisioni dell'Europa  
   
 

Sanzioni senza precedenti

 
   
 

Se l’obiettivo di riportare l’Iran a un negoziato sul programma di arricchimento dell’uranio sarà raggiunto, la decisione Ue potrà costituire una pietra miliare negli equilibri mondiali.

 
Il fallimento della risposta militare
in un saggio da novembre in libreria

Gli Stati del terrore
nella strategia Oltre l'Iraq
La minaccia atomica
Un viaggio nella geopolitica


Se la cifra della lunga parentesi della Guerra Fredda fu la contrapposizione tra Stati forti, la principale minaccia del XXI secolo arriva dagli Stati deboli o falliti, suscettibili di implodere sotto la pressione socio-demografica o ideologica. Da Baghdad a Kabul, fino a Teheran, Oltre l'Iraq di Gianluca Ansalone compie un viaggio nella geopolitica di Stati falliti, in bilico o dominati da una cortina di terrore. La connessione tra questi attori e le armi di distruzione di massa rappresenta una miscela esplosiva per la pace e la stabilità globale.

Il mondo deve fare i conti con la volontà di alcuni Stati di dotarsi dell’atomica e con regimi totalitari alla ricerca di un ruolo geopolitico.

Nel capitolo che proponiamo (si può scaricare cliccando sulla foto accanto), il ruolo di Teheran.

 

 

Gli attuali scenari sono inquadrati nella storia di un decennio tormentato durante il quale il mondo mediorientale, e non solo, ha cambiato i propri punti di riferimento.

Oltre l’Iraq sarà il primo di una serie di saggi e testimonianze che DME porterà in libreria, guardando alle crisi del mondo attraverso la lente delle politiche di sviluppo e della ricerca di pace e stabilità, al di là delle recenti guerre giuste o ingiuste che siano.

 

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Le più recenti previsioni dell'Aie hanno rivisto le stime delle riserve globali di gas naturale di oltre il 100%
Il gas miglior alleato dello sviluppo
di Teheran, Pechino e Mosca

In Medio Oriente, l'Iran è il detentore indiscusso delle maggiori riserve di gas. Il suo giacimento di South Pars è il più grande del mondo. Convertite in barili di petrolio, le riserve iraniane del South Pars sono ben superiori rispetto a quelle del gigantesco giacimento petrolifero saudita di Ghawar.

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BANDITI
Tollerati ma non troppo
Alcune formazioni tenute lontano dalle elezioni
VIGILATI
Rappresentanza sotto tutela
Il Consiglio dei Guardiani a garanzia del Corano
MINORANZE
Armeni, Assiri e Caldei
Seggi in Parlamento a ebrei, cristiani e zoroastriani
INDIPENDENTI
Puntano sui candidati
Personalità di vario orientamento fuori dai partiti
RIFORMISTI
Religiosi spostati a sinistra
Movimento intitolato alla memoria di Khatami
CONSERVATORI
Alleanza in nome dell'Islam
Fondamentalismo e populismo le ideologie di fondo